Il cocktail Garibaldi

Tra i cocktail italiani più conosciuti internazionalmente merita sicuramente un posto il “Garibaldi”, inventato nel secolo scorso per ricordare la più importante impresa dell'”Eroe dei due mondi”, l’unificazione di nord e sud Italia. Infatti gli ingredienti sono il succo d’arancia, frutto portato in Sicilia dagli Arabi, ed il Campari Bitter, bevanda alcolica simbolo di Milano. C’è anche chi vede invece nel rosso di quest’ultimo l’evocazione della camicia rossa dei garibaldini.
Gli ischitani sono particolarmente legati a Garibaldi, che visitò l’isola nel 1864 per curare i postumi della ferita al malleolo rimediata durante la sfortunata vicenda d’Aspromonte due anni prima. Nel mese della sua permanenza, Ischia si ritrovò al centro della scena politica italiana e dell’attenzione internazionale. Nessuno infatti credeva che il generale si stesse solo curando, ma tutti sospettavano che preparasse qualche nuova impresa in Italia (la conquista di Roma ancora irredenta) o all’estero.
Enzo, il capo barman dell’Excelsior, ama proporre questo cocktail in estate come aperitivo al tramonto del sole, tuttavia introduce una piccola variazione alla ricetta classica (4/10 Campari Bitter e 6/10 succo d’arancia), quando naturalmente il cliente consente. Da qualche anno Ischia Sapori produce un gin chiamato Rupis, un distillato di ginepro con alcolati di rucola, pipernia (timo selvatico), limone e corbezzolo. L’ispirazione viene non dai gin inglesi, formulati verso la metà del Seicento, ma dagli esperimenti anteriori dei monaci della Scuola Medica Salernitana. Proprio questo è l’ingrediente in più di Enzo, che aggiunge solidità al cocktail, mantenendone profumo e freschezza.

 

Ingredienti
2/10 Campari Bitter
2/10 Rupis Gin
6/10 succo d’arancia

 

Preparazione
Spremere un paio di arance raffreddate nel frigorifero e filtrarne il succo. Riempire di ghiaccio un bicchiere old fashioned, aggiungere il succo, versare il Campari Bitter ed il Rupis Gin e mescolare adagio. Servire con una fetta d’arancia o di limone oppure con una fragola o una fogliolina di menta come guarnizione.

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