I segreti del Castello Aragonese: Ischia, isola del benessere e della storia. Raccontando Ischia

E’ il simbolo dell’isola verde: il Castello Aragonese narra la storia di Ischia nel mondo. Tra mistero e storia, l’affascinante rocca è una meta imperdibile per chi visita l’isola del benessere.

Il Castello Aragonese è il simbolo di Ischia ed, è da sempre, testimone della sua storia. Una tappa quasi obbligata per chi visita l’isola verde ed ama scoprire luoghi pieni di reminiscenze del tempo che fu. Un’intreccio tra passato e leggenda, mitologia e mistero.

Nel susseguirsi dei secoli il castello ha ospitato diversi signori, con le loro corti e tradizioni, che hanno lasciato tracce più o meno evidenti fra gli edifici, i ruderi ed i percorsi racchiusi nelle sue possenti mura.

Posto su un isolotto di origine vulcanica sul lato orientale dell’isola di Ischia, il Castello Aragonese è collegato all’isola maggiore da un suggestivo percorso in muratura lungo oltre 200 metri. Il ponte permette alle piccole imbarcazioni di raggiungere la vicina baia di Cartaromana senza circumnavigarlo. Questo dà il nome al vicino centro storico, Ischia Ponte, conosciuto in passato col nome di Borgo di Celsa (per i numerosi gelsi presenti). Dall’ingresso al livello del mare la rocca in cima allo scoglio si raggiunge attraverso una galleria nella roccia. Questo stupefacente passaggio è stato, per la maggior parte, scavata a mano alla fine del ‘400 su ordine del re Alfonso V d’Aragona, il quale contribuì in modo decisivo all’aspetto attuale di questo straordinario monumento.

Costruito nel 400 a.c., fu conosciuto per secoli come Castrum Gironis (Castello di Girone), dal nome del tiranno siracusano che ne ordinò la costruzione. Il Castello ha subito un susseguirsi di dominazioni fino a quella borbonica, che lo utilizzò anche come carcere duro per quelli che parteciparono ai moti del 1848, tra cui il patriota Carlo Poerio.

La fortificazione, oltre ad essere sede del governatore dell’isola, ha sempre rappresentato un rifugio sicuro per la popolazione ischitana durante le scorribande ed i saccheggi dei pirati che infestavano il Mare Nostrum.

Il luogo è circondato da un’aura di sacralità: sono numerose, infatti, le chiese, cripte e monasteri che si possono visitare al suo interno. Spicca per le grandi proporzioni la chiesa dell’Immacolata, la cui cupola domina il castello. Dalla terrazza antistante è impossibile non godere della magnifica vista sul suggestivo borgo di Ischia Ponte, così come non entrare nell’adiacente Convento delle Clarisse. Nel cimitero sotterraneo dell’abbazia le novizie erano solite andare a pregare e meditare in presenza dei corpi delle monache morte lasciati decomporre su singolari troni in pietra. Da non perdere infine la semidistrutta Cattedrale dell’Assunta, con importanti stucchi barocchi che nascondono le decorazioni trecentesche emerse durante i delicati lavori di restauro, e la cripta sottostante, con gli affreschi appartenenti alla scuola giottesca.

Se si amano le viste da cartolina il Terrazzo degli Ulivi ripagherà ampiamente lo sforzo per raggiungerlo: lo sguardo spazierà da Gaeta fino a Capri, perdendosi nell’infinità del mare.


cora

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